SIAE: Mogol è il nuovo Presidente

Il maestro Mogol è il nuovo
Presidente del Consiglio di Gestione della Società Italiana
degli Autori ed Editori. Lo affiancheranno, in qualità di
consiglieri, Salvatore Nastasi, Roberto Razzini, Claudio Buja e
Federico Monti Arduini. Lo annuncia una nota della stessa Siae.
Inoltre Andrea Purgatori è stato eletto Presidente del
Consiglio di sorveglianza e Paolo Franchini è stato confermato
Vicepresidente
“Siamo in guerra: si sta attentando
al diritto d’autore. Responsabili sono le multinazionali piene
di miliardi. Ma spero tanto che vinceremo: loro hanno i miliardi
e fanno attività di lobbying, noi abbiamo ragione”. Il neo
presidente della Siae Mogol ‘chiama alle armi’ sul fronte della
battaglia europea per la riforma del copyright, auspicando il
via libera dell’Europarlamento che voterà mercoledì 12. “E’ un
problema di tutti, non solo della Siae: se la cultura dovesse
soccombere davanti ai soldi, sarebbe grave per tutti, italiani
ed europei”
“Il diritto d’autore – dice Mogol
all’ANSA – altro non è che il compenso a 50 mila creativi, di
cui molti giovani. E il compenso medio di questi ragazzi è meno
di mille euro al mese senza contributi”.
Eletto alla guida della Società degli autori e editori “con
voto unanime, cosa che fa particolarmente piacere”, Mogol sente
tanto più “la responsabilità di parlare chiaro, a gran voce, e
di portare avanti una battaglia che, in caso di sconfitta,
potrebbe avere conseguenze catastrofiche. La prima cosa che farò
è invitare a un incontro tutte le società europee di incasso dei
diritti per organizzare insieme una difesa valida ed efficace”.
Quanto alla concorrenza sul fronte interno, il neo presidente
Siae intravede “il rischio che si ritratti tutto al ribasso, una
tendenza che è già iniziata”.
Ma intanto ci tiene a sottolineare un concetto: “Chi regala
il diritto d’autore è un ladro, perché regala qualcosa che non è
suo”. E promette: “C’è chi non paga la Siae. Per ora non faccio
nomi. Poi li farò”
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nasce EUROPE for CREATORS movimento PRO-DIRETTIVA sul Copyright

A pochi giorni dal voto, atteso per il 12 settembre in Europa, nasce Europe for Creators, movimento
composto da cittadini, creativi e quasi 250 organizzazioni a sostegno della Direttiva Europea per il copyright, la cosiddetta Direttiva Barnier.
Obiettivo, spiegano gli organizzatori, “cercare di correggere la disinformazione imperante” e “invitare cittadini e decision maker a partecipare al dibattito e a far
sentire la propria voce”.
“Le potenze economiche digitali continuano a trarre profitto mentre gli artisti lottano per arrivare a fine mese – sottolinea Véronique Desbrosses, direttore generale dell’European Grouping of Societies of Authors and Composers (GESAC)
L’equilibrio tra i ricavi generati dalle piattaforme di Internet e il denaro che queste danno ai creatori, responsabili del loro successo, è completamente sbilanciato” . Diversi i temi sui i quali il movimento vuole fare chiarezza,
dalla Creatività (“il dibattito attuale si è concentrato sui “meme” e sulle “Gif”, ma queste forme di espressione creativa
sono già protette dalla legislazione esistente e non saranno interessate dalla nuova Direttiva”) alla Trasparenza (“Gli
accordi di remunerazione che le piattaforme Internet hanno raggiunto con i creatori di contenuti sono poco
trasparenti”)fino alla necessità di una Parità di trattamento (“le piattaforme di streaming gratuito retribuiscono i propri
creatori di contenuti 10 volte meno rispetto all’abbonamento pagato dai propri utenti”).
“L’industria creativa e della cultura nell’Unione Europea vale 536 miliardi di euro all’anno, più
della somma del fatturato prodotto dal settore dell’automotive e delle telecomunicazioni e offre lavoro a 12 milioni di persone.
Abbiamo arricchito la vita degli europei e ora stiamo chiedendo
all’Europa un’azione concreta” ha aggiunto Desbrosses.
Quello di oggi, sottolineano gli organizzatori, è solo il primo
passo di una mobilitazione di massa a sostegno della Direttiva.
Nelle prossime settimane il gruppo “unirà organizzazioni e
sostenitori così come motiverà anche i cittadini di tutta Europa
per coinvolgere gli Eurodeputati nella lotta per i diritti di
tutti i creatori di contenuti.
Tra le prime azioni in campo, l’invio di una lettera aperta
che a tutti i membri del Parlamento Europeo; Dibattiti in tutta
Europa il 5 settembre per dare ai cittadini, agli artisti e ai
creatori di contenuto informazioni più specifiche ed altri
eventi organizzati nelle diverse città europee prima del 12
settembre. Il movimento ha lanciato un sito web e un account su
Twitter.
Per saperne di più su EUROPE FOR CREATORS è possibile
visitare il sito (www.europeforcreators.eu) o seguire la
conversazione sull’account Twitter @EUForCreators attraverso
#EuropeForCreators.
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Diritto d’autore: Siae vince contro Soundreef su IperMontebello. Tribunale: piena legittimità ad intermediare

“Battuta di arresto per Soundreef i cui contratti di licenza non sono stati ritenuti dal Tribunale di Milano prova sufficiente della legittimazione ad intermediare i diritti di autori americani che hanno conferito mandato alla società di categoria statunitense Ascap e, quindi, alla Siae”. Lo segnala una nota della stessa Siae, nella quale si spiega che “con una sentenza dello scorso 26 luglio è stata riconosciuta la fondatezza della richiesta avanzata nel 2012 della Siae nei confronti del supermercato IperMontebello, in provincia di Pavia, di ricevere le somme dovute a titolo di diritto d’autore per la diffusione di opere musicali all’interno della struttura. La licenza per i brani era stata concessa da Soundreef, società che, insieme a IperMontebello, si era opposta legalmente all’istanza”.

Il Tribunale di Milano ha stabilito che il contratto stipulato da IperMontebello con Soundreef è inidoneo “a far venire meno la legittimazione di Siae in ordine alla richiesta di pagamento dei compensi per lo sfruttamento delle opere oggetto tutelate da Siae in virtù dell’accordo di rappresentanza reciproca intercorrente con Ascap”.

Il Tribunale, riconoscendo la legittimità della Siae, ha infatti rilevato che le licenze prodotte da Soundreef “non appaiono conformi alla disciplina che regolamenta i rapporti tra Ascap ed i propri associati”. La normativa della società di autori statunitense esclude infatti l’interposizione di altri soggetti intermediari, consentendo a ciascun associato di concedere licenze dirette soltanto a utilizzatori musicali, nel rispetto di regole formali ben precise.

I giudici hanno dato ragione a Siae anche nella quantificazione del diritto, correttamente determinato in base alla tariffa annuale concordata con le associazioni di categoria Federdistribuzione e Confcommercio. Siae ritiene utile precisare che durante la causa Soundreef ha difeso il supermercato in quanto tutte le musiche utilizzate sarebbero state coperte dalla sua licenza. A tal fine ha prodotto vari contratti, affermando di aver acquistato da Music Supervisor inc. (società di diritto statunitense che opera nel business delle Licenze musicali e delle registrazioni) il diritto di distribuire in tutta Europa 4.000 opere di autori americani.

Da tali contratti risulta che Soundreef Ltd (all’epoca amministrata da Davide Maria D’Atri) aveva acquistato tali diritti da Beatpick Italia Srl (di cui amministratore era lo stesso Davide Maria D’Atri) che a sua volta li aveva acquistati da Beatpick Ltd (amministrata sempre da Davide Maria D’Atri) alla quale erano stati venduti da Music Supervisor inc. Passaggi che dimostrerebbero la valenza commerciale di tale attività, non riconducibile pertanto all’intermediazione del diritto d’autore.

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SIAE Elezioni del 26 LUGLIO: i risultati delle Liste SIAE NEXT

Sono stati eletti 22 membri della ns coalizione (SiaeNext) ecco i nomi:

EDITORI MUSICA LISTA SIAE NEXT (6 seggi)
SUGAR – VERONA – RAZZINI – FRANCHINI – GRAMMITTO RICCI – TRAININI

AUTORI MUSICA – LISTE SIAE NEXT LAVEZZI/KABALLA’ (7 seggi in totale)
LAVEZZI – MINELLONO – CANTINI – PIVIO – CACCAMO – KABALLÀ – RIZZI

CINEMA LISTE SIAE NEXT PURGATORI (4 seggi)
PURGATORI – BIOCCA – BARBAGALLO – MATTEO LEVI

AUTORI DOR LISTA PROIETTI SiaeNext (1 seggio)
BIAGIO PROIETTI

LISTA AUTORI LIRICA SIAE NEXT (1 seggio)
ALESSANDRO SOLBIATI

LISTA EDITORI LIRICA SIAE NEXT (1 seggio)
FRANCESCO AMORE

LISTA OLAF EDITORI HOEPLI Siae next (1 seggio)
RICARDO LEVI

LISTA OLAF AUTORI Siae next (1 seggio)
MARCO VIGEVANI

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Diritto Autore: SIAE “giusto stessi oneri per tutti”

(ANSA) – ROMA, 24 LUG –
Siae “condivide assolutamente l’affermazione del ministro Bonisoli rispetto al fatto che tutti
debbano avere gli stessi oneri e onori”. La società degli autori
e degli editori commenta così in una nota diffusa in serata dal
suo ufficio stampa, le dichiarazioni del ministro della cultura,
che oggi ai parlamentari delle commissioni cultura di Camera e
Senato ha annunciato che si sta lavorando “per superare il
monopolio della Siae”.
La legislazione vigente, sottolinea la società presieduta da Filippo Sugar, “ha già, di fatto, superato
l’esclusiva della SIAE ed ha ottenuto la piena approvazione dell’Unione Europea.
Ovviamente il Governo ha tutto il diritto
di cambiare l’assetto italiano della tutela del diritto
d’autore, scegliendo se favorire gli autori aventi diritto
oppure finanzieri d’assalto che vogliono speculare su
un’attività che oggi Siae svolge per tutta la filiera e per
tutti i repertori, anche per quelli di minore successo
commerciale, senza scopo di lucro”
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Diritto autore: Siae all’Antitrust, noi conformi a legge

(ANSA) – ROMA, 20 LUG –
La “piena conformità alle normative
nazionali e comunitarie delle sue attività, sempre volte alla
tutela e alla valorizzazione degli oltre 80mila associati,
rigettando con decisione qualsiasi ipotesi di ostacolo alla
concorrenza”: la Siae sintetizza così il senso dell’audizione
conclusiva tenutasi oggi all’Autorità Antitrust nell’ambito
dell’istruttoria aperta dall’organismo di garanzia nell’aprile
2017, il cui termine è slittato a fine settembre.
Secondo la Società degli autori ed editori, infatti, “la
materia del diritto d’autore deve essere considerata in
un’ottica di sistema, in cui i soggetti che vi operano possano
trovare tutela grazie al supporto di entità senza scopo di lucro
e garante dei diritti dei propri associati. Per tale motivo,
secondo la società, non è possibile collocare la materia
all’interno di un mercato concorrenziale come avviene per altri
comparti che non hanno le stesse caratteristiche di quello del
diritto d’autore”.
Gli interventi del presidente Filippo Sugar e dei legali
della società sono stati preceduti da quello del Premio Oscar
Ennio Morricone, che ha letto una lettera firmata da 33
associati. La missiva, conclude la nota Siae, “è un vero e
proprio appello all’Antitrust a ‘non distruggere una cultura di
civiltà preziosa come la protezione del diritto d’autore’.
‘Preoccupazione’ forte che i prestigiosi artisti firmatari
dell’appello rivolgono non tanto a tutela loro quanto ‘di tutti
gli autori, soprattutto per quelli più deboli'”
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SIAE: MORRICONE LEGGE LETTERA AUTORI IN MOVIMENTATA AUDIZIONE ANTITRUST

Roma, 20 lug. (AdnKronos)

E’ stato il premio Oscar Ennio Morricone, a quanto apprende l’AdnKronos, a
leggere questa mattina la missiva, firmata da 33 big del mondo dello spettacolo e della cultura e inviata alla Siae, nel corso della ‘movimentata’ a
udizione all’Antitrust nell’ambito dell’istruttoria aperta
dall’Autorità nel 2017 per verificare se la Società Italiana degli Autori ed Editori abbia messo in atto pratiche anticoncorrenziali illegittime. “La logica di puro mercato
scrivono gli autori tra cui Roberto Benigni, lo stesso Morricone, Paolo Conte, Andrea Bocelli, Riccardo Muti e Claudio Baglioni, non deve distruggere una cultura di civiltà preziosa come la protezione del diritto d’autore: diritto di tutti gli autori”.
I firmatari della lettera scrivono inoltre che “le decine di milioni di opere oggi disponibili in Italia attraverso la Siae, che sono create da decine di migliaia di autori e usufruite da tante migliaia di utilizzatori, non possono vivere ed essere gestite secondo logiche di mercato. Per questo la storia ed il nostro legislatore hanno spinto per la gestione collettiva del diritto d’autore come unica soluzione che consentisse a ciascun autore, senza discriminazione rispetto alla notorietà degli autori, di poter ricevere il frutto legittimo del
proprio lavoro e di non essere svilito”. Secondo i firmatari della lettera, però, “il diritto d’autore viene vissuto, da parte di qualcuno, come un puro mercato. Ciascun individuo
autore è divenuto merce. Ogni opera è divenuta merce. Tutto si è trasformato in logica di commodity”. “E soprattutto aggiungono la stessa gestione collettiva del diritto d’autore corre il rischio di essere sacrificata sull’altare della concorrenza. Ma il libero scambio non deve prevalere sull’identità culturale e sulla certezza di assicurare agli autori ed editori il giusto compenso del loro lavoro. Tutti questi principi riteniamo che non debbano
essere messi in discussione da questa Autorità”

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Da Benigni a Muti, diritto autore non è puro mercato (2)

(ANSA) – ROMA, 20 LUG –
“Le decine di milioni di opere oggi
disponibili in Italia attraverso la Siae, che sono create da
decine di migliaia di autori e usufruite da tante migliaia di
utilizzatori, non possono vivere ed essere gestite secondo
logiche di mercato”, sottolineano i firmatari della lettera,
Claudio Baglioni, Roberto Benigni, Bernardo Bertolucci, Andrea
Bocelli, Andrea Camilleri, Cristina Comencini, Paolo Conte,
Maurizio Costanzo, Francesco De Gregori, Pino Donaggio, Roberto
Faenza, Fabio Fazio, Rosario Fiorello, Paolo Fresu, Luciano
Ligabue, Dacia Maraini, Giuliano Montaldo, Gianni Morandi, Ennio
MOrricone, Riccardo Muti, Ferzan Ozpetek, Gino Paoli, Franco
Piersanti, Nicola Piovani, Michelangelo Pistoletto, Gigi
Proietti, Giulio Rapetti Mogol, Massimo Ranieri, Gabriele
Salvatores, Maurizio Scaparro, Giuseppe Tornatore, Carlo
Verdone. “Per questo la storia ed il nostro legislatore hanno
spinto per la gestione collettiva del diritto d’autore come
unica soluzione che consentisse a ciascun autore – senza
discriminazione rispetto alla notorietà degli autori – di poter
ricevere il frutto legittimo del proprio lavoro e di non essere
svilito”.
Ma oggi, avvertono, “il diritto d’autore viene vissuto, da
parte di qualcuno, come un puro mercato. Ciascun
individuo-autore è divenuto merce. Ogni opera è divenuta merce.
Tutto si è trasformato in logica di commodity. E soprattutto la
stessa gestione collettiva del diritto d’autore corre il rischio
di essere sacrificata sull’altare della concorrenza. Ma il
libero scambio non deve prevalere sull’identità culturale e
sulla certezza di assicurare agli autori ed editori il giusto
compenso del loro lavoro. Tutti questi principi riteniamo che
non debbano essere messi in discussione da questa Autorità”.
I firmatari si dicono “preoccupati non tanto per noi stessi
ma per tutti gli autori, soprattutto per quelli più deboli. Una
logica strettamente mercantile non dovrebbe essere auspicata da
una Autorità economica, né tantomeno da essa direttamente
imposta. E soprattutto un nuovo sistema non dovrebbe essere
deciso al di fuori e al di là delle scelte del Governo e del
Parlamento. La creatività è motore della nostra cultura. È stato
motore della nostra storia e deve essere fulcro del futuro della
 nostra Repubblica. Del nostro futuro può e deve discutere il
nostro Parlamento, attuando scelte di politica o come si suole
dire ‘di sistema’”.
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Da Benigni a Muti, diritto autore non è puro mercato

(ANSA) – ROMA, 20 LUG –
“La logica di puro mercato non deve
distruggere una cultura di civiltà preziosa come la protezione
del Diritto d’autore: Diritto di tutti gli Autori”. Si conclude
così la lettera firmata da oltre 30 big della cultura e dello
spettacolo, da Roberto Benigni a Riccardo Muti, da Andrea
Bocelli a Fiorello, da Ennio Morricone a Carlo Verdone, che la
Siae ha presentato oggi in audizione all’Antitrust, nell’ambito
dell’istruttoria aperta dall’Autorità nel 2017 per verificare se
la Società autori ed editori abbia messo in atto pratiche
anticoncorrenziali illegittime.
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SIAE NEXT NO ALLE POLEMICHE STRUMENTALI SI’ ALLA TRASPARENZA E ALLA CORRETTEZZA

Abbiamo letto l’ennesimo comunicato delle associazioni EMusa, Unemia e Acep (La Siae che Vorrei) che attaccano duramente la Siae e la sua politica di gestione degli investimenti.

Sappiamo che Siae, nelle sedi preposte, ovvero attraverso una informativa al Consiglio di Sorveglianza della Società, ha già fornito tutte le informazioni del caso per fugare ogni possibile dubbio sulla diligenza della gestione delle finanze della società.

La nostra preoccupazione però, essendo Siae Next una piattaforma che rappresenta tantissimi autori e editori, è che certi attacchi molto violenti alla Siae rischiano, specialmente in questo momento storico, di indebolire tutti gli autori e tutti gli editori di fronte a chi sta cercando con tutti i mezzi di screditare la Siae con il solo fine di ridurre il valore e la tutela del diritto d’autore.

Per questo cerchiamo di fare ordine e di rimettere i numeri al posto giusto:

Premesse:

1. Siae ha deciso di investire nel Fondo Pentagramma le disponibilità liquide al fine di avere un controllo serio della gestione finanziaria.
2. Le quotazioni del Fondo sono pubbliche, chiunque ha accesso alle informazioni relative al Fondo, mentre in passato non era possibile. Una scelta di trasparenza apprezzabile e condivisibile.
3. “La Siae Che Vorrei” insiste sul fatto che il Fondo non beneficerebbe di una diversificazione degli investimenti… E’ FALSO! Lo abbiamo già spiegato, il Fondo Pentagramma presenta un’altissima diversificazione degli investimenti (circa 100 posizioni diverse), per semplificare significa che se una delle posizioni fosse deficitaria, altre possono essere in positivo, ovvero bilanciare quegli investimenti che si rivelassero inefficienti.

I dati:

Dai bilanci Siae del 2016 e del 2017 ricaviamo i seguenti dati:

1. 2016 = + 2.77% (+15,35 Mln Siae/+ 1,67 Mln Fondo di Solidarietà)
2. 2017 = + 1,93% (+10,97 Mln Siae/+ 1,19 Mln Fondo di Solidarietà)

Soltanto nel primo semestre 2018 riscontriamo un risultato parziale in passivo (- 1.65%).
Anche in questo caso è necessario contestualizzare il dato; la flessione è collegata alla crisi del Governo Italiano, il conseguente aumento dello spread e al generale stato di salute del mondo finanziario. Se, nello stesso periodo, Siae avesse mantenuto, come suggerito da “La Siae che Vorrei”, gli investimenti in obbligazioni, il dato sarebbe stato molto più negativo. Come si deduce dal seguente confronto:

Indaco Pentagramma = – 1.65%
Btp a 10 anni = – 4.03%
Btp a 5 anni = – 2.77%
Indice Obbligazionario globale = – 2,84%
Indice Obbligazionario società USA = – 4.54%
Indice Obbligazionario subordinate = – 3.17%

Anche il confronto dal lancio del Fondo premia la scelta rispetto all’investimento in Btp:

– Indaco Pentagramma + 5.22%
– Andamento Btp + 2.73%

Conclusioni:

Il Fondo Pentagramma dal lancio ha generato profitti per Euro 24.4 mln.

Siae Next non è appassionata di finanza, siamo autori e editori e ci dedichiamo con grande passione alla nostra attività primaria.
Comprendiamo però che Siae, avendo risorse finanziarie importanti in attesa di essere distribuite ai propri associati, debba mantenere una gestione di queste risorse estremamente accurata.
Diciamo no alle polemiche strumentali mentre siamo aperti sempre al confronto per dare alla Società degli Autori e degli Editori il nostro sostegno in nome di una gestione sempre più trasparente ed efficiente.

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