Gli Autori e Gli Artisti con SIAE per recepimento Direttiva UE sul Diritto d’Autore

Fate presto, fate subito! E’ l’appello del mondo dello spettacolo autoriale alla politicaperché recepisca al più presto la nuova direttiva europea sul copyright costringendo legrandi piattaforme a versare il giusto compenso agli autori per il saccheggio delle loroopere che hanno consentito ai giganti del web di crescere esponenzialmente a costozero o quasi. “Dobbiamo batterci perché quello che sta avvenendo è immorale se nonpaghiamo le tasse ci fanno un mazzo così, perché questi non devono pagare le tassenel nostro Paese? Quello che danno sono solo mancette ma in un momento di grandedisoccupazione il raggiungimento di questo obiettivo darebbe un po’ di speranza: il dirittod’autore è sacro, senza di questo non avremo grandi opere ma opere modeste”, avverteun insolitamente barricadero Carlo Verdone, in prima linea con la siae, la società italianadegli autori e degli editori, che ha chiamato a raccolta artisti e produttori per unabattaglia antica ma ancora non vinta. “Nel mondo dell’industria i brevetti sono semprerispettati e il diritto d’autore cos’è se non il brevetto di artisti e creativi?” chiede incollegamento da Milano, Caterina Caselli, indimenticabile casco d’oro della canzoneitaliana da anni straordinaria promotrice di talenti musicali, da Elisa a Bocelli, aiNegroamaro. Il blocco totale dello spettacolo per l’emergenza pandemia e i conti inrosso della siae rischiano di tagliare le ali soprattutto ai più giovani, i più fragili. Erano intanti collegati o in presenza a dare manforte a mogol, Giulio Rapetti, il presidente dellasiae che dopo aver incassato l’approvazione a Strasburgo della direttiva sul copyrightora chiede al Parlamento di recepirla in tempi stretti, approfittando del consensobipartisan di maggioranza e opposizione. Ma non di Grillo, come sottolinea il suo amicogenovese come lui, gino paoli in un appassionato intervento nel quale ha chiesto diriequilibrare il rapporto di forza tra piattaforme web e mondo autoriale perché oggi ètotalmente a favore delle piattaforme in streaming e chi non lo capisce “è in malafede oè un cretino”. “Solo i 5 stelle sono contrari, ho parlato più volte con Grillo, anche la suaopera è protetta dalla siae e non capisco come sia possibile prendere questi soldi edessere contro la siae: il diritto d’autore è stato creato da gente con le palle per tutelare la possibilità di un autore di vivere con la sua opera”, dice il cantautore.La legge è ora al Senato. Con i tempi lumaca del Parlamento potrebbe essere approvatain via definitiva tra un anno e mezzo. Fuori tempo massimo per dare ossigeno allamusica, al teatro, al cinema e tutti quei settori saccheggiati finora dai giganti del web,editoria compresa. E’ andrea purgatori, giornalista e autore, a nome delle maestranze adare l’idea delle cifre in ballo, a partire da Netflix. “Nei primi tre mesi del lockdown haaumentato di 16 milioni i suoi abbonati, con un aumento di fatturato di 20 miliardi didollari, bisogna far capire a questi signori che devono accettare che i loro profittivengano equamente divisi con gli ha permesso di esistere, di diventare miliardari e dinon pagare le tasse in questo Paese”, spiega Purgatori

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10 proposte per salvare la musica in Italia.

LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE AL TEMPO DEL COVID-19

LA NECESSITA’ DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA

10 PROPOSTE
PER SA LVA RE LA MUSICA IN ITA LIA

La filiera m usicale italiana costituisce un insieme di vibranti e creative realtà che non rappresentano solo una rilevante espressione della cultura del nostro Paese ma anche un comparto industriale complesso e ramificato che si esprime solo nella fase finale in un concerto dal vivo o in una registrazione discografica.

Com plessivam ente, secondo gli ultim i dati di Italia Creativa, raccolti da EY, l?intero complesso musicale vale quasi cinque m iliardi di euro, occupando oltre 16 9 m i l a p e r s o n e .

Un settore che direttam ente rappresenta artisti, autori, editori, etichette discografiche, produttori di eventi live, lavoratori e tecnici con specifiche competenze, oltre ovviam ente a tutto l?indotto indiretto e alla gestione e distribuzione di royalty agli aventi diritto e i media collegati (piattaform e digitali, radio, TV).

LA CRISI DEL COVID-19 E IL BLOCCO DELLE ATTIVITÀ

Con il decreto del 4 m arzo 2020 il Governo ha sospeso le m anifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi natura. In seguito sono state chiuse, prim a a livello locale, poi a livello nazionale tutte le attività com m erciali incluse ovviam ente anche gli esercizi attivi nel com m ercio di m usica registrata. L?im patto di tali interventi è subito em erso nella sua m agnitudine.

Secondo le stim e di Assom usica, a fine stagione estiva am m onteranno a circa 350 m ilioni di euro le perdite per il solo settore del live. A questo danno vanno aggiunte poi anche le perdite legate all’indotto, che l?Associazione stim a in circa 600 m ilioni di euro. A livello di econom ia del lavoro, solo per gli eventi di m usica popolare contem poranea lavorano circa 60 m ila persone, famiglie e imprese che necessitano di uno sforzo e un supporto finanziario straordinario e duraturo da parte delle Istituzioni. A questo si sono ben presto aggiunti i danni relativi al m ancato versam ento dei diritti d?autore e connessi, in relazione alla m ancata attività dal vivo ed alla chiusura degli esercizi com m erciali, discoteche, palestre, ad altri luoghi di aggregazione.

Il potenziale danno, per gli autori e per gli editori m usicali, è stim ato da Siae in term ini di mancati incassi per diritto d?autore, per il 2020, a causa del lock down e delle sue conseguenze in circa 200 m ilioni di euro, cifra destinata a crescere esponenzialm ente in base alla durata dell?em ergenza sanitaria ed in base alle tem pistiche di graduale riapertura delle diverse attività.

Le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) sono crollate di oltre il 70 % tra m arzo ed aprile (dati FIMI) e anche il digitale, a causa della contrazione di novità in uscita (per l?im possibilità di presentare novità e per la chiusura delle sale di registrazione) non è in grado di com pensare il declino generale. Si prevede un durissim o contraccolpo con oltre 100 m ilioni di m ancati ricavi solo nel 2020.

GLI EFFETTI SUL LAVORO

Il ferm o delle attività ha prodotto in poche settim ane effetti catastrofici sull?occupazione del settore. Se si considerano i num eri del 2019 della Fondazione Sym bola, che include tutti lavoratori della ?event industry?il num ero di lavoratori im piegati nel 2019 era di 416.080 addetti. Questo porta il num ero di persone che oggi non stanno lavorando a circa 374.000.

In questo m om ento, dunque, a seconda delle stim e, ci sono tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al m ondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando. In questo am bito la gran parte è legata al settore m usicale. Non si tratta solo del ferm o di artisti e m usicisti. Con il blocco delle attività sono ferm i tecnici, operai, m acchinisti, fonici e tecnici di sala di registrazione, titolari e dipendenti di esercizi com m erciali di prodotti m usicali. Piccole strutture com e i live club sono in grave sofferenza.

GLI INTERVENTI DEL CURA ITA LIA

Nelle scorse settim ane il Governo ha adottato alcune m isure con il decreto Cura Italia. Tali m isure sono risultate essere solo parzialm ente utili per im prese del settore m usicale e per i lavoratori del settore.

In particolare, l?articolo 89, che istituisce nello stato di previsione del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turism o due Fondi volti al sostegno dei settori dello spettacolo, del cinem a e dell?audiovisivo a seguito delle m isure adottate per il contenim ento del COVID-19, con uno stanziam ento com plessivo, per il 2020, di 130 m ilioni di euro. Nello specifico, si dispone che un Fondo è di parte corrente e ha una dotazione di 80 m ilioni di euro; l?altro è di parte capitale e ha una dotazione di 50 m ilioni di euro. Le m odalità di ripartizione e assegnazione delle risorse agli operatori dei settori, inclusi artisti, autori, interpreti ed esecutori, “tenendo conto altresì dell?im patto econom ico negativo conseguente all?adozione delle m isure di contenimento del COVID-19” devono essere definite con decreto del Ministro per i beni e le attività culturali e per il turism o, da adottare entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge.

Tale previsione non include le im prese m usicali, ed in particolare produttori fonografici ed editori m usicali. Em endam enti presentati da vari gruppi parlam entari in Senato per estendere tale stanziam ento al settore m usicale non sono state accolte.

Gli stessi 600 euro per i lavoratori dello spettacolo non coprono tutte le realtà di lavori a chiam ata e ad interm ittenza, che m eritano invece protezione e sostegno in questa fase di chiusura delle attività.

LA CRISI DI LIQUIDITÀ E IL RISCHIO DI DEFAULT DEL SETTORE MUSICALE

Con la crisi del Covid-19, da febbraio 2020 m oltissim e im prese m usicali in Italia stanno subendo un vertiginoso crollo dei fatturati, che sta prosciugando la liquidità, a fronte di esborsi che restano necessari (fornitori,dipendenti,fisco,banche).

Le riserve di cassa si stanno azzerando rapidamente e tante imprese non riusciranno a far fronte ai pagam enti con una diffusa crisi di solvibilità nel settore, anche per im prese con bilanci solidi prim a del Covid-19.

GLI INTERVENTI URGENTI

La particolare connotazione del settore m usicale, a cavallo tra cultura e industria e con un alto fattore di rischio d?im presa, legato alla volatilità del prodotto, i cui ritorni di investim ento spesso sono in grado solo di ripagare una grande fetta di prodotti che non hanno raggiunto il breakeven ne fa un settore fragile e ad alto rischio. Le m isure più efficaci da assum ere con urgenza sono tante.

Qui di seguito 10 proposte per salvare la filiera. N.1

Aum ento del fondo em ergenze (Art. 89 ? DL Cura Italia) a 200 m ilioni ed elaborazione di criteri oggettivi per la ripartizione del Fondo Em ergenze di cui all?art. 89 per i settori culturali colpiti dalla pandem ia; le risorse dovrebbero essere allocate prendendo com e param etro di riferim ento le percentuali effettive di calo di fatturato, in m aniera m isurabile e certa, con una quota di riparto preferenziale per quei soggetti e quelle imprese che non usufruiscono di contributi pubblici e che quindi non godono di una rete di protezione. In questa fase di azzeram ento dei consum i, è essenziale e im prescindibile difendere i soggetti più vulnerabili e m eno protetti dalle pubbliche istituzioni. È altresì im prescindibile non fare differenziazioni di genere, garantendo quindi il sostegno a tutti i settori dell?industria m usicale, dal live, alle im prese fonografiche e all?editoria m usicale.

N.2
Un contributo a fondo perduto per i m esi perduti a causa del lockdown alle im prese m usicali.

N.3

Sospensione di tasse e contributi per le industrie del settore musica per l?esercizio 2020, posticipando le contribuzioni con un m eccanism o di rateizzazione pluriennale. Ricordando che la discrim inante del calo di fatturato nel periodo di em ergenza non è un m etro sufficiente di valutazione tenendo conto che molte fatture non vengono saldate per mancanza di liquidità e che alcuni com parti del settore m usica, com e il diritto d?autore e i diritti connessi, subiranno un im patto negativo ancora superiore a quello attuale nei prossim i due anni.

N.4

Estensione della durata dei voucher da 12 a m inim o 18 m esi per i concerti annullati (art. 88 DL Cura Italia).

N.5

Creazione di un bonus cultura per le famiglie (estendendo l?attuale bonus per i diciottenni). L?estensione del tax credit per le produzioni m usicali, oggi previsto solo per l?opera prim a, seconda e terza a tutte le produzioni, così com e avviene nel cinem a.

N.6

IVA al 4% per la m usica e lo spettacolo, così com e avviene per i libri. La discrim inazione sull?im posta è storicam ente incom prensibile e lo è tutt?ora in questa fase di crisi sistem ica nella quale è necessario al più preso rilanciare i consum i.

N.7

L?annunciato ?reddito di em ergenza? deve coinvolgere anche figure anom ale, contratti a chiam ata e precari vari, del settore dello spettacolo ad oggi non ricom presi nell?articolo 38 relativo all?indennità ai lavoratori dello spettacolo, articolo che ha introdotto troppe variabili che esclude m oltissim i lavoratori.

N.8
Revisione delle pendenze erariali per gli organizzatori di spettacoli dal vivo per appianare tutte

le asim m etrie nell?applicazione dell?IVA sugli spettacoli dal vivo. In particolare:

  • –  occorre precisare che l?IVA sulle ?prestazioni di spettacolo?deve essere un?IVA agevolata al 10% anche sulle operazioni funzionali e che sono connesse alla realizzazione dello spettacolo e alla connotazione artistica del m edesim o (e cioè l?IVA deve essere agevolata anche per il service fonico e di luci che sono orm ai im prescindibili e necessarie, com e anche per i num erosi facchini che devono essere parte delle troupes);
  • –  in deroga all?attuale sistem a, per settore della m usica popolare contem poranea e dei prom oter in particolare chiediam o una com pensazione dell?IVA rapida e im m ediata: la categoria deve già lavorare con contratti che i piccoli comuni onorano con 18 mesi di ritardo; alm eno il rim borso IVA deve essere in questo 2020 rapido e tem pestivo, entro 30/45 giorni. Ovvero articolare un sistem a di com pensazione funzionale ed efficiente per questa fase di crisi dovuta al Co-vid-19;
  • –  superam ento del regim e di ?Split Paym ent?: in questo m om ento di contrazione totale dei consum i diventa necessario il superam ento di questo regim e che ha azzerato la liquidità delle aziende, specie quelle che lavorano con la pubblica am m inistrazione N.9 Apertura di un tavolo tecnico di confronto con il Comitato tecnico-scientifico e la Task Force presieduta dal Dott. Colao con la presenza di una rappresentanza delle Associazioni in grado di fornire indicazioni sugli strumenti di controllo e prevenzione da adottare in futuro alla ripresa delle attività ?live?. In questa sede dovranno anche essere studiati sistem i per la form azione del personale di sicurezza sull?utilizzo delle strumentazioni ? come termoscanner ? per la ripresa dell?attività dei concerti live. N .10
    Certezza sui tem pi per la ripresa delle attività ai fini di una efficace program m azione dei lavori. *** Insiem e a queste m isure non possiam o dim enticare l?im portanza di una corretta approvazione della direttiva Europea sul copyright, strum ento che se già in passato era considerato essenziale per proteg-gere i diritti degli artisti, degli autori e delle im prese, oggi diventa di straordinaria urgenza.
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COVID-19 E LA CRISI DEL SETTORE MUSICALE

LA NECESSITÀ DI UN INTERVENTO MIRATO PER SALVARE UNA FILIERA

10 proposte per salvare la musica in Italia

Milano, 20 aprile 2020 – Le principali associazioni che rappresentano l’intera filiera imprenditoriale della musica, dal live alle case discografiche, e gli editori musicali, hanno trasmesso oggi al Presidente del Consiglio Conte e ai Ministri dei beni Culturali e dell’Economia, Franceschini e Gualtieri, una serie di interventi evidenziando lo stato di crisi dell’intero comparto e la necessità di misure urgenti. Un settore che, secondo i dati di Italia Creativa raccolti da EY, vale quasi cinque miliardi di euro, occupando oltre 169 mila persone.

Le associazioni firmatarie, AFI, Anem, Assomusica, FEM, FIMI e PMI hanno descritto una situazione drammatica che potrebbe protrarsi per lunghi mesi, soprattutto con riferimento al blocco degli eventi.

Con il decreto del 4 marzo 2020 il Governo ha

sospeso le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di qualsiasi

natura. In seguito sono state chiuse, prima a livello locale poi a livello nazionale, tutte le attività commerciali

inclusi ovviamente anche gli esercizi attivi nel commercio di musica registrata.

L’impatto di tali interventi è subito emerso nella sua magnitudine. Secondo le stime di Assomusica, a fine stagione estiva ammonteranno a circa 350 milioni di euro le perdite per il solo settore del live. A questo danno vanno aggiunte poi anche le perdite legate all’indotto, che l’Associazione stima in circa 600 milioni di euro. A livello di economia del lavoro, solo per gli eventi di musica popolare contemporanea lavorano circa 60 mila persone: famiglie e imprese che necessitano di uno sforzo e un supporto finanziario straordinario e

duraturo da parte delle Istituzioni.

A questo si sono ben presto aggiunti i danni relativi al mancato versamento dei diritti d’autore e connessi, in relazione alla mancata attività dal vivo e alla chiusura degli esercizi commerciali, discoteche, palestre ed altri luoghi di aggregazione. Il potenziale danno, per gli autori e per gli editori musicali, è stimato da Siae in termini di mancati incassi per diritto d’autore, per il 2020, a causa del lockdown e delle sue conseguenze in circa 200 milioni di euro, una cifra destinata a crescere esponenzialmente in base alla durata dell’emergenza sanitaria e in base alle tempistiche di graduale riapertura delle diverse attività. Le vendite di prodotto fisico (CD e vinili) sono crollate di oltre il 70% tra marzo e aprile (dati FIMI) e anche il digitale, a causa della contrazione di novità in uscita (per l’impossibilità di presentare novità e per la chiusura delle sale di registrazione) non è in grado di compensare il declino generale. Si prevede un durissimo contraccolpo con oltre 100 milioni di mancati ricavi solo nel 2020. Drammatici anche gli effetti sul lavoro. Il fermo delle attività ha prodotto in poche settimane effetti catastrofici sull’occupazione del settore con centinaia di migliaia di musicisti, tecnici, ecc. di

fatto senza attività e con prospettive potenzialmente tragiche dal punto di vista economico.

Gli interventi richiesti coprono interventi urgenti a fondo perduto, manovre

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Lettera AFI – ANEM – FEM – FIMI – PMI al Ministro Franceschini

Spett.le
MIBACT
Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo C/a Egr. Ministro Dario Franceschini

Illustrissimo Ministro,

abbiamo letto con attenzione il comunicato del MiBACT in riferimento all’emanando Decreto sull’equo compenso e concordiamo con la posizione espressa che rigetta illazioni e ricostruzioni strumentali anche in danno degli aventi diritto.

Le nostre organizzazioni rappresentano una vasta area dell’industria creativa e tutti noi abbiamo avuto modo di sottoporre le nostre posizioni in merito alla bozza di decreto entro lo scorso 30 Marzo, evidenziando il buon lavoro fatto fino ad oggi.

Pur considerando il fatto che altri Paesi attenti alla tutela del diritto d’autore, quali ad esempio la Francia, abbiano recentemente adottato nuove tariffe, anche più elevate di quelle proposte nella bozza italiana, intendiamo rappresentare con grande responsabilità e senso istituzionale il nostro più deciso sostegno all’adozione delle tariffe proposte dal Comitato Consultivo Permanente per il diritto d’autore e contenute nel decreto stesso che mantengono sostanzialmente l’impianto originale del decreto, pur essendo rimodulate in linea con i cambiamenti tecnologici e di mercato, e che di fatto lascerebbero invariato o quasi il gettito complessivo in favore di tutta la filiera degli aventi diritto.

Quello che riteniamo rilevante sono i tempi.

La situazione di grave deterioramento del settore dei titolari dei diritti richiederebbe in questa fase anche certezze e prospettive, elementi che il prossimo decreto, qualora adottato con urgenza, così come proposto alle categorie, consentirebbe di ottenere.

Certi della sua comprensione le inviamo i più cordiali saluti

Il Presidente FIMI

Enzo Mazza

Il Presidente PMI

Mario Limongelli

Milano, 8 Aprile 2020

Il Presidente A.F.I.

Il Presidente ANEM

Il Presidente FEM

Paolo Franchini

Sergio Cerruti

Toni Verona

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Music sector joins together to call for EU and national investment to address current crisis and promote diversity

http://liveurope.eu/music-sector-joins-together-call-eu-and-national-investment-address-current-crisis-and-promote

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CORONAVIRUS : SIAE ADOTTA MISURE A FAVORE DI ASSOCIATI E UTILIZZATORI

 Roma, 31 mar – Il Consiglio di Gestione SIAE, che si è riunito oggi in videoconferenza, ha deliberato provvedimenti d’urgenza e ne ha avviato altri a medio termine, con l’obiettivo principale di sostenere gli associati a fronte del doveroso blocco di tutte le attività di spettacolo e degli impatti economici che – sia nel 2020 che nel 2021 – ci saranno sugli incassi, sulle ripartizioni dei diritti e sul conto economico della Società. Mancati incassi di diritto d’autore che ad oggi, per il 2020, si stimano in 200 milioni di euro. Il Consiglio di Gestione ha deciso di intervenire su più livelli – si legge in una nota -. Innanzitutto con la creazione di un Fondo di solidarietà di emergenza di 500 mila euro per acquistare 2.500 pacchi alimentari che saranno distribuiti agli associati in condizioni di indigenza e/o di invalidità e/o in precarie condizioni di salute che ne faranno richiesta alla mail fondo.solidarieta@siae.it o ai numeri telefonici 065990.2614-2613-2013-3155.  Il pacco alimentare verrà recapitato al domicilio dei singoli beneficiari. Inoltre, è stato istituito un Fondo di sostegno straordinario in favore degli agenti mandatari della Società (lavoratori autonomi a provvigione) per 4,1 milioni di euro, dei quali 1,6 milioni di euro derivanti dalla rinuncia, per il 2020, al premio di risultato del Direttore generale e di tutti i dirigenti e quadri della Società.  E’ stato poi creato un Fondo di sostegno straordinario a favore di tutti gli associati valido per il 2020 e il 2021 di 60 milioni di euro, finalizzato a supportare le ripartizioni nei prossimi due anni. Il Consiglio ha infine dato mandato al Direttore Generale di verificare la possibilità che SIAE conceda prestiti pluriennali a tasso zero agli associati in difficoltà di liquidità. Per questa finalità potranno essere messi a disposizione 50 milioni di euro a valere sui fondi finanziari della Società. Le procedure di approvazione delle linee di intervento indicate dalla Società si concluderanno il 18 settembre 2020, quando la proposta sarà sottoposta alla definitiva approvazione dell’Assemblea generale degli associati. Complessivamente, dunque, il sostegno sarà di 110 milioni di euro facendo quindi risultare la SIAE come la più attenta tra le società di collecting (a livello europeo) alle esigenze di tutela del diritto d’autore. Il Consiglio di Gestione ha anche deciso inoltre la sospensione, sia a livello territoriale che per le licenze centrali, degli interventi di recupero per pagamenti non effettuati nonché delle sanzioni e delle penali per ritardato pagamento e delle sanzioni per altre tipologie di inadempimento (resterà però salvo il diritto della SIAE di valutare eventuali casi di chiaro approfittamento che dovranno comunque essere combattuti). Di questi provvedimenti verrà data informazione analitica sia sul sito internet della Società che per il tramite di specifiche comunicazioni alle associazioni di categoria. È stato prorogato al prossimo 31 maggio il termine per il rinnovo degli abbonamenti annuali per musica d’ambiente, come pure per il versamento del compenso annuale per diritti di reprografia da parte dei punti di riproduzione. È stata approvata infine la definizione di tariffe sperimentali, legate all’emergenza sanitaria, per rappresentazione online di opere dei repertori DOR, Lirica e OLAF che ne permetteranno la diffusione sui propri siti e attraverso i canali social da parte dei teatri e degli altri operatori del settore. Per i progetti e le iniziative di questo tipo, ed in particolare per quelle senza scopo di lucro, SIAE valuterà anche interventi di sostegno dei costi delle licenze, assumendosi l’onere delle stesse, per il periodo di durata dell’emergenza. 

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Copyright: Mogol, la ragione e la cultura hanno vinto sui soldi

(AGI) – Roma, 26 mar. – Dopo cinque anni di discussioni e nonostante una massiccia campagnadi disinformazione orchestrata dai giganti del web, oggi il Parlamento Europeo ha adottato laDirettiva sul diritto d’autore. “E’ una grande notizia, hanno vinto la ragione e la cultura sui soldi” hacommentato il presidente Siae, Giulio Mogol, subito dopo l’approvazione della nuova Direttiva che,ha sottolineato, “non impone una tassa ma riconosce un giusto compenso”. “In Siae abbiamo novantamila iscritti, almeno ventimila guadagnano meno di mille euro almese senza contributi e spesso sono all’inizio della loro carriera” ha aggiunto Mogol, che haconcluso: “I giovani artisti di oggi saranno poi i grandi di domani”. A seguire i lavori del ParlamentoEuropeo, riunito in seduta plenaria a Strasburgo, c’erano il Vicepresidente Siae Salvo Nastasi, ildirettore generale Gaetano Blandini, il maestro Nicola Piovani e una delegazione di studenti delConservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro sperimentale dicinematografia, partiti ieri in pullman da Roma, per sostenere con la loro presenza l’approvazionedella direttiva Copyright. Per Anders Lassen, presidente del Gesac (Gruppo europeo dellesocieta’ di autori e compositori), “questa e’ una vittoria senza precedenti per i creatori europei, cheora potranno esercitare i loro diritti e ricevere un’equa remunerazione da piattaforme comeYouTube. L’Europa sta adottando un regolamento equilibrato che consentira’ lo sviluppodell’economia digitale europea di pari passo con il settore creativo”.

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il Parlamento Europeo ha approvato la nuova Direttiva sul Copyright !!!

la Direttiva e’ passata con 348 Voti favorevoli, 274 voti contrari e 36 astenuti, ma la cosa tragica e’ che il governo italiano, con i propri rappresentanti di M5S e Lega, ci ha votato compatto contro !!!

La riforma non ostacolerà Internet né limiterà la libertà di espressione, ma andrà ad adeguare la normativa vigente nell’Unione Europea in merito al diritto d’autore al mutato contesto tecnologico ed economico-sociale, per dare una giusta remunerazione al lavoro dell’industria creativa.

In questo modo, Artisti, Autori, Etichette ed Editori europei potranno contare sul principio per il quale i servizi online si devono dotare di licenza per mettere a disposizione del pubblico materiale coperto da Copyright. Tutto questo salvaguardando la libertà di tutti gli utenti e la gratuità dell’utilizzo per i servizi in rete senza scopo di lucro, scientifici ed educativi.

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Diritto d’autore, da Mogol, Morricone, Piovani e Conte l’appello agli Europarlamentari: approvate la direttiva !

È un coro unanime quello degli autori che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d’autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori.

SIAE, che conta novantamila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori. Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l’opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo.

A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE e grande autore Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e uno dei più prestigiosi autori italiani, il Maestro Paolo Conte.

Per il Maestro Ennio Morricone: “Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato”.

Aggiunge il Maestro Nicola Piovani: “Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti”.

“Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa” commenta Paolo Conte.

Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: “Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi”.

A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell’Accademia Silvio D’Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l’approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

Roma, 25 marzo 2019

Per scaricare i video: https://we.tl/t-cThWqsW3ic

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Diritto autore: SIAE, per 85% italiani giganti web devono pagarlo

(AGI) – Roma, 18 mar. – “A poco piu’ di due mesi dalle elezioni europee, un sondaggio condottoda Harris Interactive in Francia, Germania, Polonia, Spagna, Italia, Repubblica Ceca, Grecia eRomania, mostra che l’Europa vuole una maggiore regolamentazione per i giganti del web comeGoogle e Facebook”. E’ quanto sottolinea la Siae in una nota stampa. “In particolare – aggiunge lasocieta’ degli autori e degli editori -, per quanto riguarda l’Italia, l’86% degli intervistati dichiarapieno consenso all’imposizione fiscale sulle entrate realizzate da queste aziende all’internodell’Unione Europea e l’81% ritiene che i colossi del digitale si espongano solo per proteggere ipropri interessi economici e non per il bene comune. L’85% degli intervistati, inoltre, risponde conun chiaro si’ all’introduzione di una regolamentazione che garantisca ad autori, editori e artisti unaadeguata protezione e remunerazione circa la distribuzione delle loro opere sulle piattaformedigitali. Questo – prosegue la Siae – e’ un messaggio forte e chiaro per i parlamentari comunitariche saranno chiamati a decidere nei prossimi giorni sulla Direttiva in materia di copyright e che igiganti del web stanno cercando di ostacolare con forza.
(AdnKronos)

La Siae rimarca anche che, secondo i dati emersi nella ricerca, i cittadini europei “ritengono inoltre che i giganti del tech statunitensi non stiano giocando pulito: il 74% degli intervistati dichiara infatti che queste realtà quando escono allo scoperto lo fanno per proteggere i loro vantaggi economici e non certo per l’interesse degli utenti. Stiamo infatti parlando di aziende con massicce infrastrutture di comunicazione con cui portano avanti le proprie agende politiche e commerciali e che investono budget milionari per difendere le proprie posizioni”. Il voto finale riguardante la Direttiva europea sul copyright è previsto nel corso della sessione plenaria del Parlamento Europeo del 25-28 marzo. Il testo è frutto di un lavoro legislativo durato quasi tre anni, con l’obiettivo di portare un maggiore equilibrio nelle relazioni economiche tra le potenti piattaforme del web come YouTube, Facebook, Google News e autori, editori o artisti le cui opere contribuiscono in modo sostanziale al successo delle piattaforme stesse. La Direttiva sul copyright fornirà pertanto una certezza giuridica alla community dei ”creators” e all’intero settore della cultura garantendo allo stesso tempo il più ampio accesso a materiale educativo, testi e data mining e migliori condizioni contrattuali per politiche remunerative più eque.

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